mercoledì 9 novembre 2011
Per chi pensa che il berlusconismo e finito
La vera storia di Marina Berlusconi, erede al
trono pronta alla politica per salvare gli affari di famiglia
Sono rifatte, ma ha due palle più grosse
di quelle del padre le mette in mostra e si depila perfettamente il
petto.Marina è la consigliera preferita dal padre, d’altronde lei è nata e
cresciuta nel mondo ambiguo ed oscuro che ha formato la fortuna economica della
famiglia, nel senso siciliano mafioso della parola.Purtroppo la memoria
degli italiani, quelli dalla sua parte, è totalmente assente, o complice,
nessuno ricorda che è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debiti e con
un piede in galera.Fonte Fedele Confalonieri e se mettiamo in discussione
anche l’amico e socio di una vita non c’è più religione.Geniale è geniale
impossibile negarlo, è riuscito a sfuggire alla giustizia senza darsi alla
latitanza, senza nemmeno nascondersi in qualche bunker nelle sue ville e per
rendersi invisibile è ricorso alla sovraesposizione mediatica, come quei
caroselli che a forza di vederli non li ricordi nemmeno.Ha fatto eleggere,
nel suo partito personale, la schiera di suoi avvocati e molti dei suoi complici
o subalterni garantendosi uno zoccolo duro che gli ha permesso di dominare per
18 anni.Al resto ci hanno pensato le sue televisioni, le varie D’Urso,
Zanicchi, De Filippi, Marcuzzi, che hanno inciso con l’oppio della televisione
molto più di Emilio e di tutti i direttori dei suoi telegiornali di
regime.Ho sempre considerato la De Filippi la vera corazzata dei
berlusconiani inconsapevoli, a induzione, risucchiati dal vortice della
stupidità sino al coinvolgimento inconsapevole ed esagerato grazie
all’azzeramento totale della cultura, di un minimo di riflessione.Non per
niente le truppe all’esterno del Tribunale di Milano erano sempre le sue e, se
consideriamo che la maggioranza erano donne anche se stagionate, se ne ricava
che lo spirito critico ed il rispetto per la donna è stato azzerato del tutto da
uomini e donne, c’è posta per te ed il
ballo
dell’ultimo miglio. Alludo a quella pagliacciata di pensionati over 70, ed
oltre, che giocano a fare i galletti con tanto di fiore alla giacca e scenate di
gelosia.Un doloroso esempio di come ci si possa ridurre andando avanti negli
anni, dovrò dire a mio figlio che se mi vedesse ridotto in quelle condizioni di
chiedere il mio ricovero per incapacità di intendere e di volere.Tutte le
elezioni dal 1992 ad oggi si sono risolte con una differenza di voti, tra uno
schieramento e l’altro, inferiore ai due milioni e le corazzate dell’oppio
guidate dal generale De Filippi ne coinvolgono molti di più.Infatti la sua
fine, ammesso che sia al capolinea, arriva per motivi economici e per
l’impresentabilità ormai accertata in campo internazionale, lo molla persino la
Confindustria , la Borsa e gli investitori, ogni giorno in più che passa al
potere costa miliardi di euro.Il problema vero, che dilata a dismisura
questa agonia, è lo stesso che lo ha spinto a scendere in campo il 26 gennaio
del 1994, i suoi interessi economici ed il mettersi al riparo dalla Giustizia,
dobbiamo fargli i complimenti è riuscito ad azzerare 7.000 miliardi di lire di
debiti e diventare uno degli uomini più ricchi, e potenti, del mondo
occidentale. Si è fatto depenalizzare il falso in bilancio, come primo ministro
si è permesso di elogiare, giustificare, l’evasione fiscale garantendogli
l’amicizia eterna di banditi come lui. Ha fatto condoni di tutti i tipi, dal
fisco all’edilizia abusiva e ne vediamo i risultati ogni volta che piove.Non
gli è riuscito il condono, una amnistia, per gli amici mafiosi ma sul 41 bis
qualcosa è riuscito a fare, pentiti a parte ai quali è stata tolta la protezione
così imparano a non comportarsi da eroi come Mangano.Non so se siamo
all’ultimo miglio, la consigliera prediletta lo incita a resistere con una certa
insistenza, ha già cominciato la campagna di propaganda del vittimismo di
famiglia e di lesa maestà dei traditori e, soprattutto, non dimentichiamo che
eticamente e moralmente è peggio di lui. Del resto Marina
Berlusconi prova orrore per Roberto Saviano: si, avete capito bene, non
prova orrore per la mafia, ma per Roberto Saviano.Sembra impossibile ma,
quello che ha dichiarato sulla sentenza che condanna al risarcimento per la
vicenda della Mondadori è la prova più evidente che Berlusconi non rappresenta
il peggio della sua famiglia, la figlia prediletta lo supera, è ancora più
spudorata di lui.Staremo a vedere ma ricordiamoci una cosa, come la morte
del duce non ha determinato la fine del fascismo, così la fine di Berlusconi non
sarà la fine del berlusconismo e dobbiamo stare vigili che non scenda in campo a
prendere il testimone la peggiore di tutti, la figlia Marina.Non
sottovalutiamo questa possibilità.Abbiamo poche certezze, la prima è che
l’Italia ne uscirà con la schiena rotta, massacrata moralmente ed economicamente
dai decenni di berlusconismo e al seconda, un po’ più positiva per la famiglia
Berlusconi, è che noi siamo democratici non sarà giustiziato e non sarà sepolto
in un luogo segreto. Quando verrà il suo momento inaugureremo il mausoleo di
Arcore e Marina non avrà bisogno di consegnarsi alla Corte dell’Aja. La
Resistenza ci ha regalato la democrazia e la Costituzione, quelle che suo padre
ha tentato di demolire per oltre 18 anni.
mercoledì 9 novembre 2011
La vera storia di Marina Berlusconi, erede al
trono pronta alla politica per salvare gli affari di famiglia
Sono rifatte, ma ha due palle più grosse
di quelle del padre le mette in mostra e si depila perfettamente il
petto.Marina è la consigliera preferita dal padre, d’altronde lei è nata e
cresciuta nel mondo ambiguo ed oscuro che ha formato la fortuna economica della
famiglia, nel senso siciliano mafioso della parola.Purtroppo la memoria
degli italiani, quelli dalla sua parte, è totalmente assente, o complice,
nessuno ricorda che è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debiti e con
un piede in galera.Fonte Fedele Confalonieri e se mettiamo in discussione
anche l’amico e socio di una vita non c’è più religione.Geniale è geniale
impossibile negarlo, è riuscito a sfuggire alla giustizia senza darsi alla
latitanza, senza nemmeno nascondersi in qualche bunker nelle sue ville e per
rendersi invisibile è ricorso alla sovraesposizione mediatica, come quei
caroselli che a forza di vederli non li ricordi nemmeno.Ha fatto eleggere,
nel suo partito personale, la schiera di suoi avvocati e molti dei suoi complici
o subalterni garantendosi uno zoccolo duro che gli ha permesso di dominare per
18 anni.Al resto ci hanno pensato le sue televisioni, le varie D’Urso,
Zanicchi, De Filippi, Marcuzzi, che hanno inciso con l’oppio della televisione
molto più di Emilio e di tutti i direttori dei suoi telegiornali di
regime.Ho sempre considerato la De Filippi la vera corazzata dei
berlusconiani inconsapevoli, a induzione, risucchiati dal vortice della
stupidità sino al coinvolgimento inconsapevole ed esagerato grazie
all’azzeramento totale della cultura, di un minimo di riflessione.Non per
niente le truppe all’esterno del Tribunale di Milano erano sempre le sue e, se
consideriamo che la maggioranza erano donne anche se stagionate, se ne ricava
che lo spirito critico ed il rispetto per la donna è stato azzerato del tutto da
uomini e donne, c’è posta per te ed il
ballo
dell’ultimo miglio. Alludo a quella pagliacciata di pensionati over 70, ed
oltre, che giocano a fare i galletti con tanto di fiore alla giacca e scenate di
gelosia.Un doloroso esempio di come ci si possa ridurre andando avanti negli
anni, dovrò dire a mio figlio che se mi vedesse ridotto in quelle condizioni di
chiedere il mio ricovero per incapacità di intendere e di volere.Tutte le
elezioni dal 1992 ad oggi si sono risolte con una differenza di voti, tra uno
schieramento e l’altro, inferiore ai due milioni e le corazzate dell’oppio
guidate dal generale De Filippi ne coinvolgono molti di più.Infatti la sua
fine, ammesso che sia al capolinea, arriva per motivi economici e per
l’impresentabilità ormai accertata in campo internazionale, lo molla persino la
Confindustria , la Borsa e gli investitori, ogni giorno in più che passa al
potere costa miliardi di euro.Il problema vero, che dilata a dismisura
questa agonia, è lo stesso che lo ha spinto a scendere in campo il 26 gennaio
del 1994, i suoi interessi economici ed il mettersi al riparo dalla Giustizia,
dobbiamo fargli i complimenti è riuscito ad azzerare 7.000 miliardi di lire di
debiti e diventare uno degli uomini più ricchi, e potenti, del mondo
occidentale. Si è fatto depenalizzare il falso in bilancio, come primo ministro
si è permesso di elogiare, giustificare, l’evasione fiscale garantendogli
l’amicizia eterna di banditi come lui. Ha fatto condoni di tutti i tipi, dal
fisco all’edilizia abusiva e ne vediamo i risultati ogni volta che piove.Non
gli è riuscito il condono, una amnistia, per gli amici mafiosi ma sul 41 bis
qualcosa è riuscito a fare, pentiti a parte ai quali è stata tolta la protezione
così imparano a non comportarsi da eroi come Mangano.Non so se siamo
all’ultimo miglio, la consigliera prediletta lo incita a resistere con una certa
insistenza, ha già cominciato la campagna di propaganda del vittimismo di
famiglia e di lesa maestà dei traditori e, soprattutto, non dimentichiamo che
eticamente e moralmente è peggio di lui. Del resto Marina
Berlusconi prova orrore per Roberto Saviano: si, avete capito bene, non
prova orrore per la mafia, ma per Roberto Saviano.Sembra impossibile ma,
quello che ha dichiarato sulla sentenza che condanna al risarcimento per la
vicenda della Mondadori è la prova più evidente che Berlusconi non rappresenta
il peggio della sua famiglia, la figlia prediletta lo supera, è ancora più
spudorata di lui.Staremo a vedere ma ricordiamoci una cosa, come la morte
del duce non ha determinato la fine del fascismo, così la fine di Berlusconi non
sarà la fine del berlusconismo e dobbiamo stare vigili che non scenda in campo a
prendere il testimone la peggiore di tutti, la figlia Marina.Non
sottovalutiamo questa possibilità.Abbiamo poche certezze, la prima è che
l’Italia ne uscirà con la schiena rotta, massacrata moralmente ed economicamente
dai decenni di berlusconismo e al seconda, un po’ più positiva per la famiglia
Berlusconi, è che noi siamo democratici non sarà giustiziato e non sarà sepolto
in un luogo segreto. Quando verrà il suo momento inaugureremo il mausoleo di
Arcore e Marina non avrà bisogno di consegnarsi alla Corte dell’Aja. La
Resistenza ci ha regalato la democrazia e la Costituzione, quelle che suo padre
ha tentato di demolire per oltre 18 anni.
La vera storia di Marina Berlusconi, erede al
trono pronta alla politica per salvare gli affari di famiglia
Sono rifatte, ma ha due palle più grosse
di quelle del padre le mette in mostra e si depila perfettamente il
petto.Marina è la consigliera preferita dal padre, d’altronde lei è nata e
cresciuta nel mondo ambiguo ed oscuro che ha formato la fortuna economica della
famiglia, nel senso siciliano mafioso della parola.Purtroppo la memoria
degli italiani, quelli dalla sua parte, è totalmente assente, o complice,
nessuno ricorda che è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debiti e con
un piede in galera.Fonte Fedele Confalonieri e se mettiamo in discussione
anche l’amico e socio di una vita non c’è più religione.Geniale è geniale
impossibile negarlo, è riuscito a sfuggire alla giustizia senza darsi alla
latitanza, senza nemmeno nascondersi in qualche bunker nelle sue ville e per
rendersi invisibile è ricorso alla sovraesposizione mediatica, come quei
caroselli che a forza di vederli non li ricordi nemmeno.Ha fatto eleggere,
nel suo partito personale, la schiera di suoi avvocati e molti dei suoi complici
o subalterni garantendosi uno zoccolo duro che gli ha permesso di dominare per
18 anni.Al resto ci hanno pensato le sue televisioni, le varie D’Urso,
Zanicchi, De Filippi, Marcuzzi, che hanno inciso con l’oppio della televisione
molto più di Emilio e di tutti i direttori dei suoi telegiornali di
regime.Ho sempre considerato la De Filippi la vera corazzata dei
berlusconiani inconsapevoli, a induzione, risucchiati dal vortice della
stupidità sino al coinvolgimento inconsapevole ed esagerato grazie
all’azzeramento totale della cultura, di un minimo di riflessione.Non per
niente le truppe all’esterno del Tribunale di Milano erano sempre le sue e, se
consideriamo che la maggioranza erano donne anche se stagionate, se ne ricava
che lo spirito critico ed il rispetto per la donna è stato azzerato del tutto da
uomini e donne, c’è posta per te ed il
ballo
dell’ultimo miglio. Alludo a quella pagliacciata di pensionati over 70, ed
oltre, che giocano a fare i galletti con tanto di fiore alla giacca e scenate di
gelosia.Un doloroso esempio di come ci si possa ridurre andando avanti negli
anni, dovrò dire a mio figlio che se mi vedesse ridotto in quelle condizioni di
chiedere il mio ricovero per incapacità di intendere e di volere.Tutte le
elezioni dal 1992 ad oggi si sono risolte con una differenza di voti, tra uno
schieramento e l’altro, inferiore ai due milioni e le corazzate dell’oppio
guidate dal generale De Filippi ne coinvolgono molti di più.Infatti la sua
fine, ammesso che sia al capolinea, arriva per motivi economici e per
l’impresentabilità ormai accertata in campo internazionale, lo molla persino la
Confindustria , la Borsa e gli investitori, ogni giorno in più che passa al
potere costa miliardi di euro.Il problema vero, che dilata a dismisura
questa agonia, è lo stesso che lo ha spinto a scendere in campo il 26 gennaio
del 1994, i suoi interessi economici ed il mettersi al riparo dalla Giustizia,
dobbiamo fargli i complimenti è riuscito ad azzerare 7.000 miliardi di lire di
debiti e diventare uno degli uomini più ricchi, e potenti, del mondo
occidentale. Si è fatto depenalizzare il falso in bilancio, come primo ministro
si è permesso di elogiare, giustificare, l’evasione fiscale garantendogli
l’amicizia eterna di banditi come lui. Ha fatto condoni di tutti i tipi, dal
fisco all’edilizia abusiva e ne vediamo i risultati ogni volta che piove.Non
gli è riuscito il condono, una amnistia, per gli amici mafiosi ma sul 41 bis
qualcosa è riuscito a fare, pentiti a parte ai quali è stata tolta la protezione
così imparano a non comportarsi da eroi come Mangano.Non so se siamo
all’ultimo miglio, la consigliera prediletta lo incita a resistere con una certa
insistenza, ha già cominciato la campagna di propaganda del vittimismo di
famiglia e di lesa maestà dei traditori e, soprattutto, non dimentichiamo che
eticamente e moralmente è peggio di lui. Del resto Marina
Berlusconi prova orrore per Roberto Saviano: si, avete capito bene, non
prova orrore per la mafia, ma per Roberto Saviano.Sembra impossibile ma,
quello che ha dichiarato sulla sentenza che condanna al risarcimento per la
vicenda della Mondadori è la prova più evidente che Berlusconi non rappresenta
il peggio della sua famiglia, la figlia prediletta lo supera, è ancora più
spudorata di lui.Staremo a vedere ma ricordiamoci una cosa, come la morte
del duce non ha determinato la fine del fascismo, così la fine di Berlusconi non
sarà la fine del berlusconismo e dobbiamo stare vigili che non scenda in campo a
prendere il testimone la peggiore di tutti, la figlia Marina.Non
sottovalutiamo questa possibilità.Abbiamo poche certezze, la prima è che
l’Italia ne uscirà con la schiena rotta, massacrata moralmente ed economicamente
dai decenni di berlusconismo e al seconda, un po’ più positiva per la famiglia
Berlusconi, è che noi siamo democratici non sarà giustiziato e non sarà sepolto
in un luogo segreto. Quando verrà il suo momento inaugureremo il mausoleo di
Arcore e Marina non avrà bisogno di consegnarsi alla Corte dell’Aja. La
Resistenza ci ha regalato la democrazia e la Costituzione, quelle che suo padre
ha tentato di demolire per oltre 18 anni.
mercoledì 9 novembre 2011
La vera storia di Marina Berlusconi, erede al
trono pronta alla politica per salvare gli affari di famiglia
Sono rifatte, ma ha due palle più grosse
di quelle del padre le mette in mostra e si depila perfettamente il
petto.Marina è la consigliera preferita dal padre, d’altronde lei è nata e
cresciuta nel mondo ambiguo ed oscuro che ha formato la fortuna economica della
famiglia, nel senso siciliano mafioso della parola.Purtroppo la memoria
degli italiani, quelli dalla sua parte, è totalmente assente, o complice,
nessuno ricorda che è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debiti e con
un piede in galera.Fonte Fedele Confalonieri e se mettiamo in discussione
anche l’amico e socio di una vita non c’è più religione.Geniale è geniale
impossibile negarlo, è riuscito a sfuggire alla giustizia senza darsi alla
latitanza, senza nemmeno nascondersi in qualche bunker nelle sue ville e per
rendersi invisibile è ricorso alla sovraesposizione mediatica, come quei
caroselli che a forza di vederli non li ricordi nemmeno.Ha fatto eleggere,
nel suo partito personale, la schiera di suoi avvocati e molti dei suoi complici
o subalterni garantendosi uno zoccolo duro che gli ha permesso di dominare per
18 anni.Al resto ci hanno pensato le sue televisioni, le varie D’Urso,
Zanicchi, De Filippi, Marcuzzi, che hanno inciso con l’oppio della televisione
molto più di Emilio e di tutti i direttori dei suoi telegiornali di
regime.Ho sempre considerato la De Filippi la vera corazzata dei
berlusconiani inconsapevoli, a induzione, risucchiati dal vortice della
stupidità sino al coinvolgimento inconsapevole ed esagerato grazie
all’azzeramento totale della cultura, di un minimo di riflessione.Non per
niente le truppe all’esterno del Tribunale di Milano erano sempre le sue e, se
consideriamo che la maggioranza erano donne anche se stagionate, se ne ricava
che lo spirito critico ed il rispetto per la donna è stato azzerato del tutto da
uomini e donne, c’è posta per te ed il
ballo
dell’ultimo miglio. Alludo a quella pagliacciata di pensionati over 70, ed
oltre, che giocano a fare i galletti con tanto di fiore alla giacca e scenate di
gelosia.Un doloroso esempio di come ci si possa ridurre andando avanti negli
anni, dovrò dire a mio figlio che se mi vedesse ridotto in quelle condizioni di
chiedere il mio ricovero per incapacità di intendere e di volere.Tutte le
elezioni dal 1992 ad oggi si sono risolte con una differenza di voti, tra uno
schieramento e l’altro, inferiore ai due milioni e le corazzate dell’oppio
guidate dal generale De Filippi ne coinvolgono molti di più.Infatti la sua
fine, ammesso che sia al capolinea, arriva per motivi economici e per
l’impresentabilità ormai accertata in campo internazionale, lo molla persino la
Confindustria , la Borsa e gli investitori, ogni giorno in più che passa al
potere costa miliardi di euro.Il problema vero, che dilata a dismisura
questa agonia, è lo stesso che lo ha spinto a scendere in campo il 26 gennaio
del 1994, i suoi interessi economici ed il mettersi al riparo dalla Giustizia,
dobbiamo fargli i complimenti è riuscito ad azzerare 7.000 miliardi di lire di
debiti e diventare uno degli uomini più ricchi, e potenti, del mondo
occidentale. Si è fatto depenalizzare il falso in bilancio, come primo ministro
si è permesso di elogiare, giustificare, l’evasione fiscale garantendogli
l’amicizia eterna di banditi come lui. Ha fatto condoni di tutti i tipi, dal
fisco all’edilizia abusiva e ne vediamo i risultati ogni volta che piove.Non
gli è riuscito il condono, una amnistia, per gli amici mafiosi ma sul 41 bis
qualcosa è riuscito a fare, pentiti a parte ai quali è stata tolta la protezione
così imparano a non comportarsi da eroi come Mangano.Non so se siamo
all’ultimo miglio, la consigliera prediletta lo incita a resistere con una certa
insistenza, ha già cominciato la campagna di propaganda del vittimismo di
famiglia e di lesa maestà dei traditori e, soprattutto, non dimentichiamo che
eticamente e moralmente è peggio di lui. Del resto Marina
Berlusconi prova orrore per Roberto Saviano: si, avete capito bene, non
prova orrore per la mafia, ma per Roberto Saviano.Sembra impossibile ma,
quello che ha dichiarato sulla sentenza che condanna al risarcimento per la
vicenda della Mondadori è la prova più evidente che Berlusconi non rappresenta
il peggio della sua famiglia, la figlia prediletta lo supera, è ancora più
spudorata di lui.Staremo a vedere ma ricordiamoci una cosa, come la morte
del duce non ha determinato la fine del fascismo, così la fine di Berlusconi non
sarà la fine del berlusconismo e dobbiamo stare vigili che non scenda in campo a
prendere il testimone la peggiore di tutti, la figlia Marina.Non
sottovalutiamo questa possibilità.Abbiamo poche certezze, la prima è che
l’Italia ne uscirà con la schiena rotta, massacrata moralmente ed economicamente
dai decenni di berlusconismo e al seconda, un po’ più positiva per la famiglia
Berlusconi, è che noi siamo democratici non sarà giustiziato e non sarà sepolto
in un luogo segreto. Quando verrà il suo momento inaugureremo il mausoleo di
Arcore e Marina non avrà bisogno di consegnarsi alla Corte dell’Aja. La
Resistenza ci ha regalato la democrazia e la Costituzione, quelle che suo padre
ha tentato di demolire per oltre 18 anni.
